Il meeting internazionale “Idee per il XXI secolo” nato da un’intuizione di Riccardo Pilat nel 2016 diviene una piattaforma innovativa di relazione e condivisione per porre al centro del dibattito pubblico le prossime sfide che le generazioni dirigenziali dovranno affrontare da protagonisti, creando una consapevolezza ed una coscienza capace di comprendere i grandi mutamenti che il nostro secolo ci sta mettendo di fronte.

Obiettivo principale della piattaforma è quello di costruire un “ponte” di esperienze, idee tra soggetti che possano oggi dare un contributo propositivo e proattivo in vista di un nuovo e auspicabile paradigma di sviluppo che si basi sul bene comune, sulla consapevolezza dell’esigenza di un nuovo umanesimo culturale e politico.

Le attività del Think Tank vogliono essere l’occasione per costruire una nuova e grande rete di persone, mondi e pensieri anche diversi, con la comune esigenza di costruire una grande “agorà” di ascolto, di partecipazione e dibattito.

Un obiettivo quindi che rappresenta oggi una delle più grandi sfide che le persone fanno alla politica.

Le attività pongono come riflessione l’analisi di un nuovo modello di crescita sostenibile nel quale l’interesse pubblico e privato convergano per sviluppare insieme nuovi mercati ad alto valore aggiunto economico e sociale. La sfida, quindi, è quella di sensibilizzare la costruzione all’interno dei fondi strutturali di un linguaggio condiviso per l’economia ad impatto sociale e ambientale e per trasformare i concetti in driver di sviluppo.

Come Think Tank crediamo fortemente nella forza della volontà e nell’impegno condiviso, e vogliamo richiamare con forza le attuali classi dirigenti e gli intellettuali a contribuire all’informazione ed alla formazione per aiutare le future generazioni a gestire le sfide della globalizzazione, una tra queste il loro futuro professionale.

Nell’epoca della distruzione creativa del lavoro, lo sviluppo di un paradigma del Social Investment e dell’innovazione sociale rappresenta una sfida crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva, alla cui realizzazione concorrono in modo determinante le risorse dei fondi strutturali e di investimento europei.

Un binomio ormai sempre più cruciale nella costruzione di strategie di mercato e nella programmazione di una visione a lungo corso che può delineare un successo o meno.Nell’era in cui skills e conoscenze sembrano essere gli unici strumenti per la costruzione di una nuova classe dirigente e di lavoratori in grado di competere sui grandi temi del nostro millennio, il concetto di “massa” e “massificazione” dell’immaginario collettivo post industriale perdono forma, lasciando spazio ad un acceso dibattito sui “nuovi poveri”che diventano giorno dopo giorno nuovi protagonisti dei drammi sociali 4.0 tra emarginazioni e chiusura di possibilità di mercato. Nell’equazione in cui il lavoro rappresenta la variabile chiave per lo sviluppo di una società e il benessere della sua popolazione, tale processo viene alterato da nuove variabili ormai sempre più presenti nel dibattito pubblico quale l’inquinamento, i diritti umani, l’energia, l’immigrazione, la delocalizzazione, i nuovi mercati e le nuove realtà in via di sviluppo.

Questioni che non hanno risposta univoca né vogliono averla, ma che riconosciamo cruciali per la costruzione di una piattaforma di confronto che parta anche da basi e punti di vista differenti, ma con obiettivi comuni, in primis il benessere della collettività.

Il Think Tank pone al centro della sua visione il dialogo e la condivisione di esperienze, riconoscendosi un luogo ideale per costruire donne e uomini in grado di comprendere passaggi decisivi del nostro divenire.

La sfida del XXI secolo passa ancora una volta dalla creatività, dalla responsabilità, dalle conoscenze, ma anche dal coraggio e dall’entusiasmo di accettare sfide che seppur grandi sono raggiungibili.

Una mission che pone al centro non solo aspetti strategici e prospettici, ma l’anima di un mondo che ha bisogno non di risposte certe ma di ispirazioni reali.

Il nostro obiettivo con questa organizzazione è quello di costruire un approfondimento che metta sotto la lente d’analisi la globalizzazione e le sue opportunità. Una ricerca che pone come obiettivo la sponsorizzazione di un nuovo paradigma per uno sviluppo sostenibile e di tutela del bene comune.

Tale operazione però ha necessità di una struttura solida, proiettata nei principi e nei processi di creazione e di rivoluzione sociale all’interno delle agende governative e nel tessuto economico come forza candidata a unire e a coinvolgere mondi diversi, menti diverse che possano essere il “sale e lievito” per la promozione e l’irradiazione di una base comune che metta al centro l’ingegno italiano, la sua creatività e il suo Paese.

Una struttura che abbia quindi una “cultura” come simbolo della nostra identità, del nostro spirito di essere promotori di nuove strategie e nuove progettualità per un’Italia oggi in sofferenza ma che ha le potenzialità nelle sue giovani classi dirigenti.

“Un’Italia cultura” che metta al centro e che comprenda chi non c’è e non avrà futuro in un’epoca di tensioni da un lato e di sviluppo e progresso che rischiano di spezzare un equilibrio durato ormai quasi un secolo. Siamo ambasciatori di buon senso, di ideali e valori condivisi, siamo promotori di un mondo in cui riconosciamo nelle parole latine “cogito ergo sum” l’archetipo per la costruzione di una società moderna.